Preghiera agnostica

Là nella bruma d’autunno,
gialla una quercia si fa.
Vede per terra le foglie,
vede quello che accadrà.

Un uomo una foglia raccoglie
e un brivido di assurdità
lo pervade dal cuore
un frammento di aldilà.

Stridente dal sottosuolo,
caos di Mortepolitana.
Chi corre, chi dorme,
chi fissa il vuoto:
pendolanime.

Un uomo in grigio gessato,
col dito scrive frasi sul vetro:
non mi interessa che tu esista o meno
se tanto non guardi giù.
Guarda giù.
Se è vero che è grande la tua immansità
guarda quaggiù come va.

Non han colpa gli uomini
che vogliono sapere.
Non avranno mai risposta
ma è lecito domandare.
E’ una brutta malattia
e non c’è medicina,
ma ci tortura tutti
fin dal giorno della nascita.

Dimmi perché sono qui
e cosa vuoi da me.
Dimmi se stai ascoltandomi.
Dimmi perché.
Dimmi se è vero che esisti e ci osservi,
dimmi se è vero che ci ascolti.
E se è vero che sei così buono con tutti,
guarda giù.
Guarda giù.
Se é vero che é grande la tua immensità
guarda quaggiù come va.