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L'esistenza dà elementi a sufficienza per domandarsi tante cose. Da piccolo ti basterebbe sapere dove parcheggia le renne Babbo Natale quando ti porta i regali e tutto ha mille sfumature, come una girandola. Ma è un attimo. Poi arriva la consapevolezza che sei finito, e in un lampo capisci che anche le persone che ami sono finite, e quando l'ho capito mia madre mi puliva ancora il culetto (credo di non essere il solo, sia per le domande che mi sono fatto, sia per il culetto). Da piccolo la risposta è nelle parole di chi ti circonda, e tu ti ci getti bendato. Poi c'è il periodo in cui ti senti crescere e credi di essere qualcosa, e poi ancora il momento in cui dici di non essere nulla senza però capire il motivo reale di ciò che affermi, e col nero sotterri un sacco di problemi. Poi è arrivato un momento nuovo: arriva il vuoto vero, arriva il grigio e arriva il dubbio maturo, quello più grande. Arriva la sensazione soffocante che ogni gesto sia fottutamente inutile, e vivi così, domandandoti se per caso non manchi qualcosa all'appello. Su questo grigio si spandono schizzi rossi di passioni e rabbia, gocce di nevrosi e isterie di desiderio, e nel giro di un conato ti trovi a scrivere canzoni, e poco a poco realizzi che non sei al centro dell'universo, che non sei diverso da una scimmia, e che non sei esattamente ciò che credi di essere, non sai controllarti come vorresti. Guardare dentro me stesso è come scappare dalla mia ombra: vano. Vorrò parlare col mio amico e lo farò, vorrò parlare con mia sorella e lo farò. Posso conoscere un eschimese e un senegalese. Posso imparare da Gesù e da Mohammed, e posso scrutare cosa offusca gli occhi di Tizio, ma è forte la curiosità di parlare con me, di sapere cosa sono, di sapere come vibro e se sembro antipatico. Questo non è possibile, questo è un dramma. Chi sono io? E perché? Perché così? Imperfezione dello specchio: peccato non basti per parlarsi all'anima uno specchio! Specchio serve solo a presentarmi un nuovo estraneo nel mondo. E mi fa un brutto effetto. La cura vera si trova in medicine irriducibili in compresse, e creare qualcosa può fare l'effetto di un Aulin: funziona. Suonare in sala prove è come comprare due ettolitri di sangue nuovo, suonare dal vivo significa disinfettare la nostra anima, i nostri piedi sul palco sono radici nelle quali scorre linfa fresca.

Istinto o terapia, nasce io?drama

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